
Se si escludono alcuni disegni a matita eseguiti nel corso degli anni, Moretti ha voluto o dovuto attendere la pensione per iniziare a dipingere con una certa continuità. L’interesse e la passione per la pittura sono stati presenti in lui fino dalla fanciullezza. Da sempre ha avuto tra le mani libri d’arte congiunti a visite di mostre e gallerie. E’ autodidatta (i due anni di frequentazione serale presso il “Centro Arti Figurative di Carpi” non scalfiscono minimamente questa definizione).
Moretti si inserisce pienamente nel filone realistico figurativo. La sua azione esplicativa non è stata contaminata dall’atteggiamento contemporaneo che sembra incentrato interamente sull’idea piuttosto che all’utilizzo di una certa modalità tecnica. Egli rimane ancorato alla tradizione, all’importanza del disegno e della tecnica artistica di un passato distante ormai molti decenni.
La pittura per lui è ancora un tentativo di copiare e riprodurre la realtà della natura e della vita. Qualcuno ha parlato di Hopper, però Moretti ama sentirsi vicino al Novecento italiano, così detto “ritorno all’ordine” dopo il movimento futurista.
Si impegna quindi a fissare sulla tela con i colori a olio dei precisi momenti della nostra vita di tutti i giorni. I suoi soggetti sono in maggioranza figure femminili riprese in interni. L’intento è di creare particolari atmosfere che sollecitino gli osservatori a varie e personali interpretazioni.
Moretti ha esposto localmente in mostre personali e collettive a Rolo, Reggiolo, Rio Saliceto, Correggio, Reggio Emilia e Carpi.
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